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Sentimenti e Dintorni

Ciò che vedi è tutto ciò che hai…

Mese

gennaio 2016

SEMPLICEMENTE DI PIU’

FORSE ADESSO VOGLIO SOLO SPOGLIARMI DA QUESTO RUOLO PER VEDERE COSA C’E’ SOTTO.

FORSE HO FINALMENTE TROVATO LA FORZA ED IL CORAGGIO DI RISCHIARE ME STESSA.

E MAGARI SCOPRIRE, SENZA AVERLO MAI SAPUTO, CHE SONO SEMPLICEMENTE DI PIU’.

 

Dolce notte…

A chi osa.
A chi non ha paura.
A chi ne ha tanta ma ci prova comunque.
A chi ama.
A chi non sa amare.
Dolce notte a te…

Martedì 19 gennaio

Arrivo in anticipo, come mio solito, come mio desiderio…Mi da il tempo di prepararmi a cosa dire o fare. A come cominciare una qualsiasi conversazione.

Mi fermo in macchina, mi accendo una sigaretta e mi vien già da piangere. ” Ti prego, non piangere li dentro, non farlo. Non la conosci nemmeno, è solo un test quello che stai facendo.” 

Sala d’attesa, mi siedo, faccio finta di leggere i vari dépliant appesi qua e là. Si aprono le porte scorrevoli, ma non mi volto perché sento la signorina al centralino che saluta con il nome che avevo letto su internet. Faccio finta di essere estremamente presa da quello che sto leggendo. Era un dépliant che riguardava l’importanza di mangiare sano. Ci saranno state al massimo 10 frasi, le ho letto 15 volte. Mi avranno presa per un’analfabeta.

Attendo qualche altro minuto e poi la signorina mi indica col capo e mi dice: “Salga, secondo piano, le verrà incontro.”

Vado.

Si apre l’ascensore su una mansarda, si apre una seconda porta e la stanza, anch’essa mansardata è la più accogliente che io abbia mai visto. Mi stringe la mano si presenta ma non ascolto, sento solo: “Piacere, Dottoressa….” – Niente paura, andrò poi su internet a rileggere il nome.

Mi siedo, faccio i complimenti per l’accoglienza della stanza, è il nervosismo che parla naturalmente, lei ringrazia e prende carta e penna.

Esordisco io: ” Immagino devo dirle perché sono qui…” Anche questa mia grinta fa parte del nervosismo.

Sbarra un po’ gli occhi, forse la mia voce, forse la grinta, forse perché mi guarda per la prima volta…

“Mi dica…” Ci diamo del lei? ah… Si … no, tutto regolare.

 

“Sono qui perché vivo male. Ogni cosa, sopratutto quelle brutte. Vivo male un litigio, me la prendo, a mio avviso, fin troppo. Non posso pensare che sono al punto di non ritorno ogni volta che litigo col mio compagno oppure non posso disperarmi così tanto ogni volta che mio figlio prende un brutto voto. Mi rendo conto che non posso cambiare da sola, ci ho provato e quindi eccomi qui. Tento anche questa opzione, magari chissà…”

la osservo mentre le parlo, mi ascolta molto attentamente, annuisce, prende appunti, questa cosa degli appunti è un po’ inquietante devo dire, cerco di sbirciare ma niente. Mi rendo conto che assomiglia terribilmente a mia cugina. E’ una cosa buona? Si, credo mi metta di più a mio agio.

Andiamo avanti a parlare  per 10 minuti buoni, mi fa un po’ di domande lei, io rispondo e poi la fatidica domanda/frase: ” Probabilmente, questo suo problema di voler sempre certezze, dipende da qualche mancanza oppure semplicemente è una cosa più a fondo che bisogna tirar fuori e analizzare.” 

BOOOOM!! Hai ragione, cara la mia psicologa. Ti do del “tu” nella mia mente e nel mio blog, fa niente, vero?

“Si beh, diciamo che ci ho pensato e si, sono arrivata alla conclusione che le mie parole nascono per colpa dei miei genitori. Un papà mai avuto, dalla nascita sparito, una mamma assente per la maggior parte del tempo. Si, sono loro il mio problema, lo sono sempre stati!” 

E comincio a parlare… parlo della mia infanzia, dei miei genitori, della mia famiglia, salto da un’argomento all’altro senza sosta, le parole mi escono come niente, nessuno sforzo, nessun imbarazzo. Come può succede? Come può essere che ti siedi davanti ad una sconosciuta e parli? Ti apri come mai hai fatto, come mai sei riuscita a fare con nessuno? Come dannatamente può essere che ti vengono a gala ricordi e sofferenze che credevi di non ricordare più e più ne stai parlando più hai voglia di parlarne?

Liberatorio…. si, è questa la parola adatta. E’ stato liberatorio…

Al prossimo appuntamento….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché. (Mark Twain)

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