non mi curo di come scrivo, non mi curo delle maiuscole, dell’impaginazione, non mi curo proprio,  vi viene tutto di getto, scrivo come parlo. non ho tempo di pensare, non ho tempo da buttare. 

leonessa….. sono una leonessa! si cazzo, lo sono. il mio mondo mi ha portato ad esserlo. 

la “fame” di vita mi ha fatto diventare una leonessa.

nel mio mondo, se non lotti con le unghie e con i denti non sopravvivi.

nel mio mondo se sei debole vieni mangiato. 

perché il mio mondo è diverso.

è diverso dal tuo… nel mio mondo ti fai il cosiddetto da quando nasci.

nel mio mondo lotti per avere un briciolo d’amore, perché non fai parte di una famiglia del “mulino bianco”, no tu non hai una famiglia. 

lotti per essere accettata nella famiglia della zia, perché tuo padre è sparito e tua madre sparisce spesso. 

nel mio mondo impari a rifarti il letto, peli le patate, passi la scopa e pieghi i panni lavati a 7 anni. 

a 10 anni sei già capace di cucinare quei due – tre piatti che ti ha insegnato la nonna. nel mio mondo cambi casa e scuola con la stessa frequenza del cambio del intimo.

cambi insegnanti e amici, gli unici punti di riferimento che ti crei da solo, li cambi giusto quando cominci ad affezionarti,  per volontà di altri. perché sei piccolo e devi fare quello che dicono i grandi. 

allora diventi leonessa, lo diventi per forza, lo diventi anche se non vuoi. perché i bambini a volte sanno essere crudeli, ti prendono in giro perché sei nuova nella scuola, perché tua mamma non viene mai ai colloqui. allora tu ti devi fare forza, rispondere, inventarti storie, cominciare a crederci, così le racconti meglio. ogni bugia che dicevo mi faceva diventare un po’ più forte fori e un po’ più debole dentro. allora diventi leonessa, lotti per la sopravvivenza. perché tutto è perfettamente proporzionato alla persona oppure all’età. 

poi cresci, e gli adulti non sono poi tanto diversi dai bambini. gli adulti sono crudeli, ancor di più. magari non ti prendono in giro, non in faccia, ma ti testano, cercano di imbrogliarti se posso, fanno gli amiconi per conoscere i tuoi punti deboli, per poi sfruttarli contro di te. 

gli adulti sanno dove e come colpire. ma io so incassare. ho fatto pratica, incasso e colpisco, ascolto e rispondo. 

sono impulsiva, molto, troppo. a volte me ne pento, a volte vorrei tenere a freno la lingua ma non riesco. la leonessa che c’è in me prende il sopravvento e agisco, sempre. 

è abitudine… quando mi sento attaccata o sento che qualcuno a me caro viene attaccato io devo reagire, d’impulso, sbagliando ma devo. perché ho testato sulla mia pelle che se ti perdi un’attimo sei fottuto, se lasci perdere, il giorno dopo lo accusi. 

sono sempre stata io e me stessa. e mi sono presa cura di me come meglio potevo. mi sono imposta regole da seguire, mi sono imposta lo stile di vita da intraprendere. e non sempre ho fatto bene, ho sbagliato, ho cercato di imparare dai miei errori, a volte ho dovuto inciampare negli stessi errori più di una volta, per rialzarmi e provare a fare sempre meglio. 

ho avuto un figlio e con lui sono protettiva e leonessa come lo sono stata per me stessa. a volte esagero, ne sono consapevole, in lui rivedo molto di me da piccola. la sua sensibilità e percezione delle situazioni mi ricordano me. e mi gelo a pensare che lui debba affrontare anche solo la metà delle mie paure o delle mie difficoltà. allora cerco di strafare, di proteggerlo con tutte le mie forze. perché i bambini non hanno colpa. non hanno mai colpa delle scelte dei grandi. 

e ora…. che le cose sono migliorate, che non devo più lottare, che posso respirare aria di una vita tranquilla, ora io devo ancora lasciarmi alle spalle l’impulso e la leonessa, dovrei farla uscire solo quando realmente necessario. 

mi dicono spesso: “stai calma, non prendertela sempre, dai tempo al tempo”

io non sono abituata ad avere tempo. 

il tempo risolve tutto ma io non ho mai avuto tempo. 

devo imparare a conviverci col tempo… 

 

 

 

ps. una piccola premessa vorrei fare, ed è quella che sono ben consapevole che c’è gente che ha passato oppure sta passando periodi molto più pesanti e tristi, ci sarà sempre chi sta peggio di noi. un’abbraccio ♥

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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